Nell’agitato 3º secolo a.C. Rodi mantiene, nei confronti delle potenze tra esse avversarie dei re Macedoni, dei Tolomei, dei Seleucidi e dei Romani, una posizione conforme ai suoi interessi economici, prendendo le parti a volte dell’una a volte dell’altra. In questo modo aumento la sua potenza e la sua ricchezza. Frutto di questo successo è lo sviluppo delle lettere, delle arti e della filosofia.
Durante il periodo della guerra civile romana Rodi si trova nella difficile posizione di dover scegliere tra le frazioni in lotta. Alla fine Cassio assedia e conquista l’isola nel 42 a.C. e la spoglia dei suoi tesori, della sua flotta e delle sue opere artistiche, sopprimendo ogni libertà politica. Nella Rodi decaduta sembra che il Cristianesimo ha messo presto radici. Nel suo porto, insieme alle merci arrivano anche le idee del nuovo sistema sociale. Nel 2º secolo d.C. si sviluppa una piccola comunità cristiana. Primo vescovo noto e Photinòs, al tempo di Diocleziano (fine del 3º secolo d.C.). In quest’epoca diventa capitale della Provincia delle Isole Romane ed assume un ruolo di egemonia nell’Egeo.
Durante questo periodo il famoso sistema urbanistico ippodameo non viene più rispettato. Le strade antiche vengono abolite quasi sistematicamente.
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