L'isola di Rodi

Rodi è la capitale delle dodici isole dell'Egeo sudorientale, denominate Dodecaneso, è anche la più grande di superficie e di popolazione, la sua forma romboidale ha una lunghezza di 80 e una larghezza di 38 chilometri.

Una catena montuosa nel senso della lunghezza divide l'isola in due; Rodi, ad eccezione di poche pianure e di alcune vallate fertili e pittoriche vicino al litorale, è una delle isole più montuose del mare Egeo. Le montagne dell'isola non sono alte, ad eccezione del monte Attàviro di 1.215 metri dal livello del mare. Il nome del monte, di lingua preellenica, testimonia l'esistenza nelle isole di leggende e culti antichissimi, come quelle di Giove Attaviro e del leggendario re Altaimene.

Ad est del monte Attàviro, vicino al paese di Empona, Sàlaco e Apollona, sorge verdissimo il monte Profeta Elia (800 metri), che deve il suo nome al convento omonimo, dai versanti ombrosi interrorri da fonti cristalline, che ospitava i famosi cervi di Rodi, una delle caratteristiche dell'isola. A nord-ovest del monte Atàviro sorge il monte Acramita (823 metri) vicino al paese di Monòlito.

A nord-est sorgono le montagne Periòli, Leucòpagos, quest'ultimo con il convento della Madonna di Calòpetra in cima, costruito attorno al 1782. Cùmulli e il monte Paradisi, come il paese omonimo, traggono il nome dagli splendidi giardini, orgoglio dei banchieri fiorentini dell'era dei Cavalieri. Il monte Filerimos, ha preso il nome da un gentiluomo del medio evo, con in cima l'acropoli di Ialisò, nota per il tempo di Athena Poliade. Infine la collina dell'acropoli antica di Rodi con i templi di Giove Poliè e di Athena Poliade, l'odierno monte Smith oppure il medievale Santo Stefano, dal nome della chiesa bizantina che esisteva fino al XIX secolo. Rodi deve alla sua latitudine tutti i privilegi del clima mediterraneo: inverno mite con abbondanti piogge ed estate fresca grazie alle brezze marine e ai venti settentrionali forti, caratteristica delle isole del mar Egeo.

Il clima dolce, la terra fertile e le acque abbondanti di fonti bellissime come quella della Ninfa Koskinistì e Tragoùdi (canto) sul monte del profeta Elia e sul monte Periòli, fanno di Rodi una vera "isola di smeraldo", una delle più fertili del mare Egeo, dalle vaste selve, il cui legname andava alla volta dei cantieri navali di Costantinopoli, dalla ricca agricoltura e dall'infinità di fiori.